


“MILLE GIORNI”
racconti dal disastro dell’Aquila
di Tiziana Irti, Antonio G. Tucci
con Tiziana Irti
disegno luci Daniela Vespa
voci fuori campo Stefano Cencioni, Matteo Di Genova
foto di scena Paolo Porto
regia Antonio G. Tucci
Produzione Arti e Spettacolo, AQ – Teatro Del Krak, Ortona
residenza: Teatro Nobelperlapace, San Demetrio n. V. (AQ)
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si ringraziano tutti i testimoni che con grande generosità ci hanno raccontato le loro storie che sono la vita di questo spettacolo. Un ringraziamento particolare a Giancarlo Gentilucci per il sostegno e i preziosi consigli
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Lo spettacolo è il racconto dei mille giorni trascorsi dal sisma che ha distrutto L’Aquila il 6 aprile 2009. E’ un viaggio frantumato nel tempo in cui un’attrice, che è anche una testimone, rivive le tante storie raccontate da persone con diverse età ed esperienze che sono state realmente incontrate e intervistate. Le storie, come tessere di un mosaico, sono attraversate e unite tra loro dalla storia di Antonio, l’unico personaggio inventato, “cassaintegrato, licenziato, separato e suicida, se il terremoto non lo avesse salvato”. Noi pensiamo che le macerie dell’Aquila siano una sconfitta per il nostro Paese, che siano anche le macerie della nostra cultura e della nostra coscienza civile. E ora, approdati ad una crisi economica epocale, sarà molto difficile riuscire a rimuoverle e ad avviare un vero processo di ricostruzione. I 70.000 cittadini residenti in questo lembo di Italia stanno pagando un tributo molto alto: hanno avuto 309 morti e un numero significativo di vittime indirette e stanno perdendo la loro splendida città, la loro storia, la loro identità. Questo spettacolo vuole conservarne la memoria. La memoria dei fatti, delle persone e della bellezza che è andata distrutta e che potrebbe essere ritrovata.
“Nessuno si ricorda più di come era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza e allora bisognerebbe ricordare alla gente che cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla. E’ importante la bellezza, da quella viene tutto il resto”. (dal film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana)
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Dedicato alla città dell’Aquila e ai 56 Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009
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Info: artiespettacolo@alice.it – info@teatrodelkrak.it 3486003614 – 3383359096
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SCHEDA TECNICA
IMPIANTO LUCI
n°11 PC da 1000 watt con Bandiere
n°3 PAR CP62 da 1000watt
n°1 Sagomatore da 1000watt
n°1 americana sulla platea (esterno palco oppure 2 barre laterali)
n°1 americana dietro arlecchino, 1 centro palco, 1 fondo palco
n°5 basi per proiettori a terra (se non si possono poggiare direttamente sul palco)
dimmer 12 canali con controllo DMX512
mixer luci, DMX512, 12 canali doppio banco di lavoro manuale
Cavi elettrici sufficienti ai collegamenti dell’impianto luci, 3 sdoppi
fornitura elettrica di 15Kw, powerbox per distribuzione corrente luci e audio
Impianto audio
n°1 monitor spia
n°1 radiomicrofono ad archetto a contatto guancia color carne per voce
n°1 lettore CD
n°2 o più casse audio di potenza adeguata al luogo
mixer audio adeguato alle richieste tecniche
cavi di segnale ed elettrici sufficienti ai collegamenti
Si richiede la quadratura nera del palcoscenico
Tecnico di compagnia:
Antonio Tucci 3383359096 – Daniela Vespa 3403685752

recital: tiziana, graziano e diego-prove

recital: prove a vittorio veneto con carlo de poi
SCHEDA ARTISTICA E TECNICA DEL RECITAL
dalla poesia di Fabrizio De Andrè al terremoto
con
Chiara Santucci: violino
Graziano Santucci fisarmonica
Mauro Vaccarelli contrabasso e chitarra
Tiziana Irti voce recitante
montaggio immagini Daniele Vespa
regia Giancarlo Gentilucci
produzione Arti e Spettacolo – Icarus, L’Aquila
dedicato a Denni non più insieme a noi
Nella prima parte, il recital su Fabrizio De Andrè, la musica di Fabrizio De Andrè è presentata in modo autonomo rispetto ai suoi testi e i brani musicali, arrangiati dagli esecutori, si offrono all’ascolto con tutta la loro forza evocativa per chi è legato alla generazione dell’autore e con la loro qualità musicale per chi non ha memoria di quegli anni ma è rimasto affascinato dalle esecuzioni di Fabrizio De Andrè. Le parole presentate sono brani e riflessioni autobiografiche e alcuni testi delle canzoni, che acquistano una vita autonoma e si propongono con la loro poesia, emozionando per la loro umanità ma anche per la loro lucidità. L’evento sismico del 6 aprile ha obbligato il gruppo, interamente composto da artisti dell’Aquila, a riflettere sull’accaduto e a dar voce ad una serie di riflessioni. Pertanto nella seconda parte vengono proposti, in un dialogo con gli strumenti, brani di libri e testimonianze di cittadini raccolti dai primi giorni dopo il terremoto ad oggi, mentre vengono proiettate immagini sui danni prodotti dal sisma e dal post-sisma e sullo stato attuale della città, alternate a riproduzioni di quadri dipinti da artisti di varie epoche. (durata : 60 min.)
TECNICA: il recital si può fare sia al chiuso che all’aperto in spazi protetti.
FONICA: 1 mixer 6 canali disponibile vicino ai musicisti (in dotazione della compagnia) + 2 casse + 2 spie
LUCI: un piazzato con 6 proiettori di cui 4 davanti e 2 controluce
SERVONO: 1 videoproiettore con schermo (in dotazione della compagnia) + 5 sedie senza braccioli
“Il mare in tasca” di e con Cesar Brie 
Scenografia, testo, regia e interpretazione: César Brie
Musica di Antonio Vivaldi
Per confondere gli spettatori: Il tema di questo spettacolo é l’amore. Il personaggio é un prete. L’azione si sviluppa nella stanza del prete dietro la sagrestia. Il tema permette all’autore di rivedere la sua esistenza ed il prete permette all’attore di dialogare con Dio, nel quale non crede. Il pubblico fittizio, rappresentato sulla scena, permette al sacerdote di rivolgersi al pubblico reale senza confonderlo con il suo gregge. Deve essere chiaro: il personaggio del prete esiste affinché si accetti la sua irrealtá. Non si tratta di credere nella veritá della scena ma nella veritá della finzione. Un attore é un uomoche scolpisce un altro uomo tra gli uomini. La sua falsa autobiografia ha interrogato la vostra biografia? Su questo argomento l’autore e l’attore sono gli unici che non possono aprire bocca. (Cesar Brie)
VIOLA DI MARE
di e con
Isabella Carloni
dal romanzo di Giacomo Pilati
“MINCHIA DI RE”
interventi sonori
Alfredo Laviano
assistente alla regia Mariella Lo Sardo
scene Giancarlo Gentilucci
costumi Stefania Cempini
disegno luci Daniela Vespa
foto di scena Paolo Porto
organizzazione Tiziana Irti
produzione: Arti e Spettacolo e Rovine Circolari Teatro in collaborazione con Provincia di Ancona e Comune di Castelfidardo
PROMO \”VIOLA DI MARE\”



Minchia di re è la storia di una donna, Pina, che alla fine dell’800, in un’isola siciliana, in piena vicenda garibaldina, si innamora di un’altra donna e per poter vivere questo amore proibito, sfuggendo alla furia di suo padre e alla grettezza del paese, accetta di vivere travestita da uomo per il resto della sua vita. Con la nuova identità Pina eredita anche il potere che prima era di suo padre. Adesso è lei, Pino, sull’isola, a comandare gli operai delle cave di tufo, e la bugia del suo corpo di maschio diviene l’unica verità, sigillata dall’omertà di tutti: sarà l’apparenza, d’ora in poi, a dettare le regole del gioco. In un mondo incapace di accogliere la diversità, Pina, per conquistare la sua libertà, sarà costretta a camuffare sé stessa, a vivere ogni giorno come fosse una sfida. Il prezzo della sua ribellione sarà un irrimediabile esilio da sé. La sua vita diventa uno “stare sbilenco”, un continuo e rischioso camminare sul filo, un incespicare dentro abiti estranei, che le si appiccicano addosso come una seconda pelle, minacciando continuamente la ricerca di una sua identità. Ispirata a una vera vicenda siciliana, raccolta da Giacomo Pilati e raccontata in modo avvincente nel suo romanzo, la storia di Pina, riflette anche la Storia più grande del Risorgimento italiano. La menzogna del suo corpo travestito è anche la menzogna di un Paese che in quegli anni sta nascendo, fra promesse tradite e speranze disattese. Ma la ribellione di Pina, la sua sfida, il solco doloroso della sua vita divisa in due, saranno anche, per l’isola, segnale di un possibile cambiamento: un esempio di libertà che andrà a incidere sugli animi più della legge dei potenti, fatta di promesse e di catene.

i clienti-scena del valzer

- i clienti-scena del sogno

- i clienti-marcello salvatore e giulio votta

i clienti-rossella teramano e marcelo salvatore
PROMO \”I CLIENTI\”
SCHEDA ARTISTICA
I Clienti
di Cesar Brie
regia Giancarlo Gentilucci
con
Cliente Marcello Salvatore
Maria Rossella Teramano
Miguel Giulio Votta
Donna delle pulizie Tiziana Irti
Cameriere Elena Mastracci
Demente Danielle Guepe
disegno luci Daniela Vespa
suono Andrea Giancola
gioielli Filomena Di Camillo
assistente alla regia Viviana Vieli
assistente alle scene Silvia Cacciatore
assistente ai costumi Michela D’Andrea
musiche Franz Lehar, Erik Marchelie, musiche popolari
foto di scena Paolo Porto
distribuzione Arti e Spettacolo, L’Aquila
ringraziamenti:
per il ballo: Stefano Castri, per la grafica: Antonello Santarelli
gli studenti Erasmus: Ophélie Bodin e Julie Resid
Note di regia:
Vivere la nostra quotidianità con dei testimoni che non ci piacciono ma che accettiamo per pigrizia, ignavia, interesse fino al punto in cui questo rapporto finisce per appartenerci, lo teniamo in vita, diventa la nostra vita. Vediamo cose orribili, a volte le viviamo, persino le partecipiamo ma le ignoriamo. Non c’è posto nella nostra vita per partecipare a quella degli altri, non abbiamo né il tempo né la voglia di comprendere, dobbiamo salvaguardare la nostra di esistenza, il ruolo che ci siamo imposto, il nostro destino. Lo spazio in cui si incontrano le storie dei nostri personaggi è un’osteria, un caffè, un luogo come tanti, marginale, abbandonato, dove la gente si cerca, si incontra, tenta di dare una ragione ai propri errori, ai dolori ed esplora parte del passato alla ricerca delle ragioni della partecipazione a fatti ignobili. Riflessioni, confessioni dette e proposte come merce di scambio in un caffè: luogo doloroso dove esplorare la propria identità smarrita, tormentata dall’incapacità di essere stati testimoni attenti e partecipi degli eventi. Storie e personaggi collocati in un passato remoto a noi infinitamente prossimo e attuale per i temi trattati. Piccole storie di persone che, nella casualità degli incontri quotidiani in luoghi che frequentano, narrano vicende orribili con un linguaggio sereno, naturale. Queste vicende ci appartengono, perché le abbiamo già ascoltate, vissute, subite: siamo stati testimoni, spesso passivi; abbiamo preferito ignorare, far finta di nulla, parlare d’altro, essere reticenti, tacere, partecipare al silenzio generale. E in questo luogo senza tempo convivono e si accavallano le storie e i personaggi del nostro racconto, facendo incontrare le loro solitudini nella discarica dell’oggi che contiene tutto in modo indiscriminato, senza più nessuna possibilità critica.

gli attori, lello arena e l'fficina musicale

yari guglucci e bianca d'amato in scena


ARCICOSO-Claudio Marchione e Marcello Salvatore

ESCURIALE-Claudio Marchione e Marcello Salvatore