120 chili di Jazz

120 chili di jazz

Ciccio Méndez vuole entrare ad una festa per vedere la sua innamorata (che non sa di esserlo). Decide così di fingersi contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata. 
Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma con la sua voce da uomo delle caverne imita alla perfezione il suono delle corde. 
Dovrà riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento. 
Dietro questo racconto si celano tre amori. L’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all'inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni. Ciccio Méndez non è mai esistito. 
Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ho perso di vista i quali, seduti ai miei fianchi in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro.

Cesar Brie


SCHEDA TECNICA

Luci

  • Piazzato color ambra leggero su una superficie ideale di 5 metri di larghezza e 6 metri di profondità. 
    Controluce color ghiaccio.
    Due luci piazzate sugli spettatori 

Suono

  • Lettore CD con amplificazione. 
    Radiomicrofono ad archetto nel caso di spettacolo all’aperto o di spazio molto grande  con acustica che lo richieda
    Tecnico che esegua suono e luci durante lo spettacolo.
    Camerino pulito, un ferro da stiro e un asse da stiro.


Produzione: Cesar Brie – Arti e Spettacolo
Testo: Cesar Brie
con: Cesar Brie
Scheda Tecnica