di e con César Brie
musiche Pablo Brie
assistente alla regia Marco Rizzo
Dietro parole come amore, morte, assenza, dolore, gioia, si celano vicende personali, volti precisi, piccoli disagi, rimpianti sbiaditi, eventi apparentemente infimi che hanno segnato la nostra esistenza.
Ognuno di noi è abitato da questi eventi, sono comuni a tutti, appartengono a tutti.
Ognuno ha il proprio elenco di volti, gesti, drammi e carezze.
Questo lavoro è un viaggio attraverso le vicende annidate dietro le grandi parole.
Indaga sul bambino nascosto dietro al vecchio; indaga sul vecchio che si disfa del bambino.
Cerca l’anziana annidata nel volto della fanciulla e la ragazza che scopre l’amore tra le rughe del tempo.
A ognuno di noi è data la possibilità di tornare dall’esilio, di aprire la porta della nostra casa.
A ognuno di noi è data la possibilità di non rimanere accecati dalla luce dell’annunciazione.
dramaturg Giulia Lombezzi
scritto da Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Giulia Lombezzi, Marcello
Mocchi, Camilla Zanini
con Tomas Leardini e Marcello Mocchi
Leonardo Bassi, un giovane supplente di italiano.
Un’armata di genitori, colleghi e ragazzi pronti a intaccare ogni sua certezza.
Una stampante che diventa comunista. Due bidelli che la devono riparare.
Una classe, invisibile ma presentissima, che prova a respirare tra tutte le parole degli adulti, una classe di terza generazione che da questi adulti viene osservata, giudicata, amata e temuta.
In un susseguirsi di dialoghi esilaranti, accadimenti surreali, momenti di sconfitta e bruscoli di speranza, “A casa la sapevo” prova a parlare di educazione. Di quelli che non sono preparati abbastanza e di quelli che non sono più capaci di improvvisare.
Da una parte la scuola e dall’altra la famiglia, universi in collisione all’ora di ricevimento.
Il viaggio di Leonardo Bassi è solo all’inizio, ma più il tempo passa più una domanda lo assilla: ne varrà veramente la pena?
testo Benedetta Pigoni
regia Martina Ponzinibio
con Andrea David e Francesco Della Volpe
Una cella di carcere condivisa da due ragazzi che non si sono scelti. Alex ha diciannove anni, è dentro per spaccio, sa come si sopravvive lì dentro. Damiano è uno studente di farmacia, incensurato, in attesa di processo: si sente fuori posto, fuori tempo, fuori tutto.
Quando a Damiano viene spedito un pacco che contiene il manuale di Dungeons & Dragons – un gioco di ruolo in cui si partecipa raccontando storie – il rapporto tra i due inizia a cambiare. Attraverso personaggi immaginari e avventure fantastiche, i due ragazzi trovano un modo per evadere dalla realtà del carcere, conoscersi davvero e affrontare i nodi del proprio passato. In un luogo dove la libertà è negata, scoprono che la fantasia può aprire spiragli inaspettati.
di e con Peppe Macauda
tratto dal testo ShumaTragliabissi di Dario Muratore
illustrazioni Bruna Fornaro
con il patrocinio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
Shuma è una favola ambientata in fondo al mare.
Lo spettacolo prende spunto da un fatto di cronaca: un ragazzino del Mali, recuperato in mare dopo il naufragio del 18 aprile 2015, è stato trovato con una pagella cucita all’interno della propria giacca.
Allo stesso modo, in Shuma, un bambino cade in mare e tra le bolle invoca aiuto come fosse una preghiera.
In compagnia di un cavalluccio marino intraprende il lungo percorso verso il SopraSopra, allegoria delle rotte dei migranti. Tra mille peripezie ed incontri leggendari il bambino affronterà anche un viaggio interiore che farà sorgere in lui un dubbio atavico: andare o restare?
testo e regia Giuseppe Ciciriello
musiche Piero Santoro
con Giuseppe Ciciriello narrazione e mandolino,
Loris Leoci narrazione, contrabbasso e chitarra,
Piero Santoro fisarmonica
L’Italia! L’Italia è il paese più bello del mondo, una striscia di terra lunga e stretta che dalle creste più alte ed eleganti d’Europa si stende nel Mediterraneo, baciata dal sole, accarezzata dai venti e cullata dal mare. E quanto di più bello si possa trovare al mondo, l’Italia ce l’ha!
E in ogni città d’Italia, in ogni paese, in ogni contrada, c’è almeno una strada dedicata a Peppino Garibaldi, Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi. Una statua, una piazza, una via […]
“Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani”, recita il celebre motto di Massimo D’Azeglio.
Ed è per questo che abbiamo scelto di raccontare l’avvincente storia dell’unificazione d’Italia contrappuntata dal racconto della finale dei mondiali di calcio del 1982 […]
Perché, diciamolo, gli Italiani si fanno lì nelle finali dei mondiali di calcio o nella settimana del festival di Sanremo, fra stragi e crisi economiche.