Antigone metamorfosi di un mito

 Antigone/metamorfosi di un mito 
storie per una sola voce 

Il testo teatrale Antigone/metamorfosi di un mito è tratto dal libro “Antigone a Scampia” che la stessa Serena Gaudino ha scritto per documentare il lavoro che ha condotto con un gruppo di donne di Scampia. Per un intero anno Serena Gaudino ha incontrato una cinquantina di donne del quartiere napoletano e a loro ha raccontato e letto la tragedia di Antigone intrecciandola con il ciclo di Edipo e I Sette contro Tebe. Alla fine del percorso, sull’eco del mito, le donne, immedesimandosi in Antigone e sentendo quella storia vicina alle proprie storie, hanno iniziato a raccontarsi e a riflettere sulla propria condizione. In pratica, l’autrice ha sperimentato l’attualità che ancora pervade il mito greco e messo in pratica ciò che Simone Weil ha più volte scritto: la grande poesia greca è capace di parlare al cuore delle persone e a indurle a riflettere sulle proprie condizioni di vita. 

 

La messa in scena nasce dall’esigenza di rivolgere soprattutto ai giovani questa esperienza e mostrare loro quanta corrispondenza ci sia tra le storie dei miti e la vita di oggi. Le storie contemporanee si intrecciano al mito e con esso si confrontano, offrendo spunti per riflettere sui giganteschi drammi che vive l’uomo oggi, costretto spesso a scegliere tra “la legge degli dei e la legge degli uomini, tra la legge dell’amore e la legge dello Stato” 

Antigone/metamorfosi di un mito trasporta in una sorta di mondo parallelo dove i drammi escono dai propri confini territoriali e diventano universali (Serena Gaudino) 

La riflessione che propone la messa in scena è anche quella di comprendere la propria condizione per potersi liberare da un destino che non deve essere ineluttabile (Giancarlo Gentilucci) 

Lo spettacolo ha una dotazione tecnica molto semplice ed è rappresentabile in spazi non teatrali.
Cachet per la singola replica: E. 500,00 + IVA + rimborso viaggio

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LE IMPRESSIONI DI ALCUNI SPETTATORI 

  • Con minime risorse e senza sfoggio d’altro che della sua presenza scenica e di una drammaturgia coraggiosa e intelligente, Tiziana ci racconta il mito di Antigone, alla luce delle storie contemporanee di donne di Scampia, quartiere di Napoli in cui imperversa la camorra. 
  • Se i classici hanno un senso, è quello di collocare i paradigmi nel presente e questo riesce a fare lo spettacolo con semplicità e umanità, dando voce alle Antigoni sempre dimenticate, ma sempre presenti nelle tragedie quotidiane che spesso non vediamo come tragedie. 
  • Uno spettacolo per tutti, necessario, umile, intenso e commovente (César Brie) 
  • “…Antigone, Simone Weil, le donne di Scampia apparentemente tre mondi così lontani e diversi che in questo spettacolo si fondono e permeano di attualità e arrivano allo spettatore emozionando…” (Valeria Bafile
  • “…..E Tiziana ce le fa conoscere tutte, queste Antigoni, con l'aiuto del suo corpo, della sua voce e di un foulard, che si anima e diventa una gonna, un lenzuolo steso alla finestra, il corpo straziato del figlio.…..Uno spettacolo denso, quarantacinque minuti che sembrano passare in un attimo……” (Paola Retta
  • “…….La forza dello spettacolo è nell’adattamento del testo e nelle scelta registica: sono i personaggi e le loro relazioni, interpretate magistralmente dall’attrice a costruire la rappresentazione coinvolgente, vibrante, sufficiente a se stessa, tanto che la scenografia diventa superflua, molti dialoghi sono sostituiti dai gesti e il movimento corporeo, talora lieve ma più spesso carico di tensione, è l’elemento imprescindibile, è l’elemento che ha il maggiore impatto sul pubblico e che con straordinaria immediatezza veicola il senso dello spettacolo…..” (Il Tirreno ed. Pisa 19 maggio 2016)


Testo vincitore del premio nazionale di drammaturgia “Artigogolo”  Certe storie antiche arrivano intatte fino a noi perché raccontano le nostre stesse storie, le nostre personalissime e privatissime storie. Sono racconti che resistono al tempo che passa, restano vivi e si rinnovano, anche dopo più di 2500 anni, nelle persone che in essi si immedesimano. 

Regia: Giancarlo Gentilucci 
Produzione: Arti e Spettacolo
Testo: Serena Gaudino
Musiche: Doriana Legge
con: Tiziana Irti 
Altro residenza Teatro Nobelperlapace