Il testo teatrale Antigone/Metamorfosi di un Mito è tratto dal libro “Antigone a Scampia” che la stessa Serena Gaudino ha scritto per documentare il lavoro che ha condotto con un gruppo di donne di Scampia. Per un intero anno Serena Gaudino ha incontrato una cinquantina di donne del quartiere napoletano e a loro ha raccontato e letto la tragedia di Antigone intrecciandola con il ciclo di Edipo e I Sette contro Tebe. Alla fine del percorso, sull’eco del mito, le donne, immedesimandosi in Antigone e sentendo quella storia vicina alle proprie storie, hanno iniziato a raccontarsi e a riflettere sulla propria condizione. In pratica, l’autrice ha sperimentato l’attualità che ancora pervade il mito greco e messo in pratica ciò che Simone Weil ha più volte scritto: la grande poesia greca è capace di parlare al cuore delle persone e a indurle a riflettere sulle proprie condizioni di vita.
La messa in scena nasce dall’esigenza di rivolgere soprattutto ai giovani questa esperienza e mostrare loro quanta corrispondenza ci sia tra le storie dei miti e la vita di oggi. Le storie contemporanee si intrecciano al mito e con esso si confrontano, offrendo spunti per riflettere sui giganteschi drammi che vive l’uomo oggi, costretto spesso a scegliere tra “la legge degli dei e la legge degli uomini, tra la legge dell’amore e la legge dello Stato”.
Antigone/metamorfosi di un mito trasporta in una sorta di mondo parallelo dove i drammi escono dai propri confini territoriali e diventano universali.
La riflessione che propone la messa in scena è anche quella di comprendere la propria condizione per potersi liberare da un destino che non deve essere ineluttabile.
“…Partendo da Simone Weil e passando per Antigone, si arriva alle cinque donne napoletane, che raccontano le loro perdite. Mariti, padri e figli uccisi dalla Camorra. È la tragedia degli emarginati, ma anche gli emarginati meritano amore.
Così, il mito universale diventa espediente per raccontare il particolare: le storie sconosciute di cinque eroine moderne. Più di una rivisitazione, più di una modernizzazione dell’antico, il testo è un tentativo ben riuscito di dialettica tra presente e passato…
Il pubblico è chiamato ad ascoltare non come giudice ma come coro, proprio come nella tragedia greca. È lì per essere informato, per osservare, per carpire il vero messaggio di una performance incalzante, innovativa e molto educativa…”
CulturaMente, Alessia Pizzi – 17 marzo 2017
IL VOLTO NUOVO DEL QUARTIERE
Negli ultimi tempi a Scampia si respira un’aria diversa. La gente è in fermento, la voglia di cambiare è forte. Le parole che oggi corrono di bocca in bocca sono tre: riqualificazione, ristrutturazione, rinascita.
In pochi anni intere aree avranno un nuovo aspetto e la popolazione, attraverso interventi intelligenti di uomini e donne bravi a «condurre creature umane verso il bene […]», uscirà dalla depressione sociale e emotiva che l’ha schiacciata per anni. Simone Weil nel saggio La persona e il sacro, dice che a determinare il cambiamento sono le motivazioni. E ora sono arrivate.
Molte famiglie, bambini, ragazzi stanno finalmente provando a superare le difficoltà costruendosi una propria identità e delle relazioni sane. Saper gestire le emozioni, scoprire le proprie attitudini, ricostruire una memoria sociale che leghi insieme fatti, eventi, ricordi e persone arricchisce la storia del quartiere e delle persone che lo abitano.
Partendo dai giovani, che beneficiano di sostegni scolastici e di educazione alla cultura e al lavoro, il mondo del volontariato opera con convinzione per cambiare il volto di questo piccolo mondo, rigenerandolo dalla radice: incidere sulle nuove generazioni significa aprir loro le menti con la cultura, l’arte, la bellezza; dotarli di un alfabeto emotivo e relazionale più ricco; invitarli a rispettare il bene comune e a essere leali: per trasformare il quartiere da incubatore dell’illegalità a vivaio della legalità.
LE IMPRESSIONI DI ALCUNI SPETTATORI
Testo: Serena Gaudino, tratto da “Antigone a Scampia”
Interpreti: Tiziana Irti
Musiche: Doriana Legge
Proiezioni: Daniela Vespa
Regia: Giancarlo Gentilucci